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Il romanzo d’erudizione dell’amico

17 febbraio 2017

mausoleo4_porsenna

Giuro, non leggo solo libri di amici.
Però, anche grazie al fatto che ormai da decenni i pc sono d’uso comune e c’è la Rete, ci sono gi ebook, , mi capita di leggere di frequente cose scritte da gente che conosco di persona e, come nel caso di Sandro Lorenzatti, da un amico  mio (del quale qui c’è pure il curriculum).

Poi sì, probabilmente faccio parte di un giro di gente verbosa e prolissa, che considera ancora valori scrivere un libro, fare un figlio e piantare un albero (ah, li leggiamo anche, i libri).

Novembre o Il Circolo di San Saba o Il caso del Ferraccio è il titolo provvisorio del romanzone (700 pagine) che Sandro ha terminato qualche mese fa, e che ho letto in pdf.
Oddio, conoscendo l’autore , non sono sicuro che sia davvero provvisorio, questo titolo. Credo che, se potesse, lo manterebbe per intero, anche se il libro fosse pubblicato da un editore. Perché Sandro è uno cosciente della complessità e certe volte vorrebbe riuscire a tenerla insieme anche solo in una frase. Mica facile.

Come non è facile il romanzo, anche se la trama di quello che è apparentemente un thriller è relativamente semplice.
A fine 1992, in piena Tangentopoli, a Ceri, un’area archeologica importante che si trova non lontano da Roma, vengono ritrovati i cadavere di un antiquario e di una donna. Il figlio del dirigente di Polizia che indaga è un giovane archeologo precario. Finirà per essere coinvolto in un’inchiesta dei servizi segreti che toccherà nostalgici del nazifascismo e una serie di affascinanti “misteri” archeologici, a partire dalla vicenda della tomba di Porsenna. E sì, ci scappa anche la storia d’amore con una francese.

Nel romanzo c’è tanta roba. E mi riferisco non solo a luoghi romani e del litorale romano (Sandro è di Ostia), non solo all’esperienza diretta dell’archeologia da precario (Sandro è un archeologo), non solo ai riferimenti alla Francia (Sandro ha studiato e vissuto a Parigi). Novembre è un romanzo di formazione (perché aveva cominciato a scriverlo vent’anni fa, quando aveva un po’ più di trent’anni) ma soprattutto di erudizione. E qui sta il problema.

Voglio dire: riuscirà Sandro a pubblicare un primo libro da 700 pagine? Me lo chiedo. Immagino che un editor normale apportrebbe un bel po’ di modifiche e tagli, ercando di comprimere i lunghi excursus archeologici, storici, artistici, bibliografici. Che però – e ci sono arrivato man mano che leggevo – sono l’essenza del romanzo. Che non è per tutti.

Io mi sono appassionato comunque alla lettura, nonostante le difficoltà (il pdf su un vecchio Kindle non è il massimo), e l’ho letto in pochi giorni. Auguro a Sandro di trovare un editore. Ma se così non fosse, spero che comunque faccia circolare Novembre. Lo merita.

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