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Il giallo verde

16 febbraio 2017

copertina-ombra-sta-ridendo

Conosco di persona ormai da un po’ di anni Gianfranco Mascia.
Sono anche direttamente  responsabile, lo ammetto, di aver tirato fuori l’idea di fargli fare campagna per i Verdi con il famoso Orso (Mascia e Orso), alle primarie del centrosinistra del 2016 per il candidato sindaco di Roma (non me ne pento, anche se il risalto sui media purtroppo fu inversamente proporzionale al successo politico…).
Lo scopro invece ora come romanziere, in quello che forse è un nuovo ciclo della sua (politicamente) movimentata vita.

La tua ombra sta ridendo è il thriller che Gianfranco ha pubblicato da poco con Arkadia, un editore sardo,  di cui esiste anche l’ebook (io ho l’ho comprato su Amazon). Lo definisco giallo verde perché l’autore ha portato con sé, e forse era inevitable, la sua personalità e anche le sue idee, e quindi l’ecologismo.
Però, attenzione, questo non è un thriller ecologista: è invece una molto più classica serial killer story.  Ma è un ecologista (un militante verde) uno dei personaggi centrali del romanzo, un professore romagnolo in un liceo della Capitale che è stato consulente del ministero dell’Ambiente su chiamata diretta del ministro dell’epoca. Materia che Gianfranco, cresciuto a Ravenna, padroneggia bene, per essere stato anche lui consulente ministeriale (con Alfonso Pecoraro Scanio)…

Gianfranco ha lavorato molto sui dettagli, sugli intrecci, anche sulle location. Ne è uscito un romanzo Monteverdiano, nel senso del quartiere di Roma. E Magico, perché in esso ha un certo peso il gioco di carte Magic (Gianfranco, non pensavo che avessi questa fissa: o è un elemento preso in prestito dai figli?).

I punti deboli. In generale, non amo le storie di serial killer (anche se ho letto Nesbo e Cornwell, peraltro molto diversi tra loro), mi sembra un genere molto importato (nulla di male, per carità, però lo trovo anche un po’ inflazionato).  Trovo alcuni personaggi un poco noiosi o forse bidimensionali (non il commissario Nocilla, che invece è ben tracciato). C’è un colpo di scena, ma mi sarebbe piaciuto di più invece se non ci fosse stato (sì, poi magari diventava tutto prevedibile, è vero pure questo). Alcuni passaggi sono un po’ troppo didascalici, a mio modesto avviso.

Però il libro è comunque una piacevole lettura. E vediamo quando il commissario Nocilla tornerà sul luogo del delitto.

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3 commenti leave one →
  1. 16 febbraio 2017 15:19

    Che fossi responsabile dell’orso non lo avevi mai ammesso così chiaramente.

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