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Riempire le pance (vegan) in battaglia

5 settembre 2016

 

raffa-spaghetti

Qualcuno potrebbe pensare che abbia una lunga lista di amici da promuovere (questo blog cambierà titolo: il sub che promuove amici), mentre, più semplicemente, gli è (da quanto tempo non scrivevo gli è?) che un certo numero di persone che conosco sono particolarmente in gamba.

E’ il caso di Raffaella Tolicetti, di cui edizioni Sonda ha pubblicato da poco Pensa Mangia Agisci!, un manuale di cucina vegan basato tutto sulla sua esperienza di capo cuoca sulle navi di Sea Shepherd, un’associazione che da decenni combatte contro lo sfruttamento del mare e in particolare contro le baleniere.

Il libro è uscito un paio di anni fa in una bella edizione americana col titolo Think! Eat! Act!, che ha venduto benino.
Personalmente, ho provato a cucinare qualche ricetta, e sono tutte buone. Non raffinatissime, magari, ma energetiche (ricordo un dolce con una generosa quantità di burro di arachidi che preparai per un mio compleanno: ogni porzione pesava come un piccolo buco nero). Perché il ricettario di Raffaella serve a nutrire i pirati anti-whaling durante settimane, mesi di azioni in mare a caccia di baleniere con cui ingaggiare battaglia.

Raffaella (che a dispetto del nome è francese, anche se dopo anni trascorsi in Italia non ha accenti e si mimetizza benissimo) è una giovane donna idealista e concreta al tempo stesso come deve essere qualcuno che gestisce la cambusa di una nave, convinta del suo credo politico (essere vegan è un aspetto) e insieme gentile e aperta al mondo, curiosa delle persone, perfino ingenua.
(Non le ho girato il video che circola sul web sugli arrowsticini contro i vegan, ma credo che la divertirebbe)

Anni fa, quand’era sbarcata da poco a Roma per fare l’università, le abbiamo affidato per qualche stagione Zoe, e per un po’ anche Victor. Per nostra fortuna, siamo sempre stati fortunati con le nostre baby sitter, e Raffaella è diventata un’amica che ogni tanto sentiamo da lontano (ricordo le foto che ha mandato ai bambini dall’Antartide, durante una missione) e quando passa a Roma arriva in bicicletta o in bus, coi ragazzini che le fanno festa.

Insomma, vi invito non solo a leggere il libro, ma anche a provare le ricette di Raffaella.

 

 

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