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Ma l’amore no. Perché, da etero, non mi piace il ddl Cirinnà

1 febbraio 2016

 

pacs

In questi giorni la più grande dei nostri tre figli è tornata a chiederci: “Ma perché non vi sposate?”. Già, perché non ci sposiamo?, mi viene da dire, dopo aver letto il testo del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, che non riguarda solo le coppie omosessuali, ma anche quelle etero di fatto. Perché in effetti il ddl, attualmente in discussione al Senato, impone una specie di regime matrimoniale.

Cosa che va benissimo per gay e lesbiche che in realtà vorrebbero sposarsi (anche se non si chiama ancora matrimonio), ma non per me.

Un passo indietro. Perché non voglio sposarmi? In sostanza, perché contesto che lo Stato debba regolare una questione che riguarda l’amore tra due persone, utilizzando una formula che ricorda più il matrimonio religioso che un contratto di convivenza.
Poi, certo, ci sono anche gli aspetti formali ed estetici della cosa, i tempi del divorzio, etc, ma il vero motivo è questo. E’ ideologico (e lo rivendico).

Una mia amica dice che dovrei sposarmi senza fare tante storie, col matrimonio civile. Dopo la morte improvvisa del compagno di una mia amica, ci ho pensato: l’idea che non possa essere la mia compagna a decidere sull’autopsia o sul mio funerale mi fa incazzare di brutto.
Mentre invece non ci sono più problemi per i figli, oggi equiparati a quelli “legittimi”.

Il ddl Cirinnà di fatto equipara il “convivente di fatto” al coniuge in caso di malattia, di morte, di reclusione, e fin qui ci siamo, va bene.
Poi però introduce una serie di norme, che qualcuno ha definito paternalistiche, sulla permanenza nella casa comune di residenza, sulla successione nel contratto di locazione, sui punteggi per le case popolari, soprattutto sull’obbligo di “mantenimento o alimentare”, sull’attività di impresa.

Quindi: il ddl Cirinnà va bene per gli omosessuali, perché finalmente riconosce le loro unioni (e prima o poi anche il matrimonio, spero per loro, e la possibilità di adozione effettiva, etc).
Ma per me che non voglio sposarmi per scelta, e vorrei una misura laica, contrattuale, per regolare come meglio crediamo le questioni tra noi, no.
E’ un matrimonio senza matrimonio.

Insomma, andrò a parlare con un notaio, e vedere se e come si può aggirare il ddl Cirinnà.

(sì, lo so, commenterete: e quanti cazzi)

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3 commenti leave one →
  1. xlthlx permalink
    1 febbraio 2016 21:29

    E invece hai perfettamente ragione. Non ha mica tanto senso, ed è molto diverso da quello che avevo firmato io.

  2. Enzo permalink
    2 febbraio 2016 08:44

    considera a quanti NON sono in grado di scriversi un contratto di matrimonio
    quanti, se non assistiti, potrebbero essere raggirati nel caso fosse consentito di stipulare questo tipo di contratti

  3. 2 febbraio 2016 08:52

    Enzo, per i Pacs esistono un bel po’ di formulari pronti, dunque sarà lo stesso poi per le unioni civili; e comunque si tratta di andare da un notaio, non da un prestigiatore…

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