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Perché a Roma io candiderei Mario Tozzi

19 marzo 2013

Roma non ha bisogno di un uomo o di una donna, ma ha bisogno prima di tutto di governo, di un buon governo.
Gli ideali  naturalmente, viaggiano sulle gambe delle persone, come pure gli interessi. Ma non tutte le idee sono giuste, non tutti i progetti sono realizzabili, non tutti i programmi sono condivisibili. E non basta soltanto una persona, non bastano il suo nome e la sua immagine a garantire la credibilità. Ci vogliono impegni precisi e il lavoro di tanti che condividano la direzione di marcia.
Roma è la capitale, un patrimonio storico e artistico importante per l’umanità, la sede di una delle più grandi religioni mondiali, è al centro del Mediterraneo. Ma è anche una città fatta di uomini e donne, di bambini e anziani, di persone che la vivono tutti i giorni e che hanno bisogni. E sogni. E diritti, a partire dal diritto alla qualità della vita.
A metà degli anni 90 la città ha vissuto un periodo di trasformazione positiva e attiva. Ma quel processo, quel progetto di cambiamento a un certo punto si è arenato e oggi rischia di essere solo un lontano ricordo.
Negli ultimi anni Roma ha vissuto una crisi, una regressione culturale, ambientale, amministrativa, politica, economica e morale. Ed è stata governata da élite molto più interessate ai propri destini di potere che al benessere collettivo.

Il Pd si appresta a tenere le primarie per i candidati a sindaco di Roma, anche se esponenti del partito consigliano di non chiudere troppo presto i giochi e di restare aperti a proposte diverse, compresa l’autocandidatura dell’imprenditore Alfio Marchini.
Il Movimento Cinque Stelle si prepara anch’esso alla scelta online dell’aspirante primo cittadino.
Almeno un paio di candidati “di sinistra” non parteciperanno alle primarie ma annunciano comunque proprie liste.

Ma se io potessi scegliere un nome da dare all’idea di città e di governo che suggerivo, direi: Mario Tozzi.
Perché è un ambientalista, in una città che vive un precario equilibrio tra il cemento e la campagna – che penetra fino nel centro – e che non ha bisogno di altre case da lasciare inabitate, ma di ristrutturare e di rendere ecocompatibili, e sostenibili dal punto di vista energetico, i suoi edifici; di dotarsi di un trasporto pubblico potente, consentendo ai suoi abitanti di muoversi; di combattere l’inquinamento atmosferico.
Perché è competente, è un geologo, ha avuto ruoli da amministratore, sa comunicare.
Perché ha un mestiere, non vive di politica, elemento non trascurabile in generale e oggi in particolare.
Perché non appartiene a una “parte” precisa, ma piuttosto a un’area, unisce, non divide, è una persona nota, è nato e vive a Roma.

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