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E ora l’istant analisi

8 marzo 2013
Se avete letto questo, siete pronti anche per l’analisi. Al momento l’unica che mi viene è quella che segue…

iI centrosinistra è riuscito a vincere davvero con le proprie forze solo nel 2006, quando ha battuto il centrodestra unito, seppur a fatica.
Prima e dopo, dal 1994 a oggi, o ha perso, oppure ha vinto solo perché gli altri erano divisi.

Questo significa che normalmente non  è in grado di attrarre voti diversi, e soprattutto questa volta, con l’affluenza più bassa di sempre.
In queste elezioni tutti i partiti del Parlamento uscente sono stati puniti, in misura diversa.
L’unica lista “radicale di sinistra” di qualque visibilità, Rivoluzione civile – che era composta in gran parte da esponenti di partiti: Prc, Pdci, Verdi oltre all’Idv – è stata anch’essa ritenuta non affidabile, neanche come megafono di protesta.
La lista M5S ha ottenuto un successo storico (non so se ripetibile) non sui suoi contenuti “di sinistra” e ambientalisti, ma anti-partitocratici (che in quanto tali sono trasversali).

 

Esiste un voto “ideologico” di sinistra e di destra (è chiaro che va letto in gran parte così anche quello al Pdl), ma quello di sinistra comunque non è prevalente sullo scenario generale.
Esiste anche una posizione “nuovista” di centrosinistra: un anno e mezzo fa premiava Vendola, poi ha incoronato Renzi, in quanto, entrambi “rottamatori” rispetto al quartier generale. Ma questa posizione non è comunque maggioritaria nell’elettorato fedele di centrosinistra.
Il centrodestra che piacerebbe ad alcuni di noi – semplifico: quello onestamente conservatore – non credo abbia più chance di esistere, anche senza Berlusconi, almeno per un po’.
La tendenza a dare vita ad alleanze tra conservatori e destra populista e xenofoba, o comunque aggressiva, non è soltanto italiana, è europea. Ed è probabilmente il riflesso della crisi economica, della crisi della supremazia occidentale, del capitalismo (di quello che chiamiamo capitalismo) come lo conosciamo.
Se posso spingermi oltre.
Senza convincere altri elettori, quello che chiamiamo centrosinistra non vince, nel senso che non ha di per sè le risorse, non viene ritenuto credibile (temo definitivamente, ma never say never), neanche con lo spauracchio del Berlusconi revenant.
Ora, dipende poi da quello che uno vuol fare.
Immagino che qualcuno dica che con un centrosinistra veramente di sinistra la vittoria sia sicura.
Qualcun altro invocherà Renzi o chi per lui.
Qualcuno continuerà a pensare che in fondo gli elettori sbagliano e che non c’è comunque altra strada per la sinistra vera che l’opposizione.

Personalmente, credo che si possano mettere insieme soluzioni alternative non omologabili secondo lo schema destra/sinistra – che oggi peraltro sono comunque accomunate dalla logica della crescita come unica risposta alla crisi – e rivolgersi a tutti gli elettori (il cui appeal per i moderati sembra una pia illusione: dove erano i moderati in queste elezioni? Forse nel centrosinistra).
Ma non è detto che questa operazione copernicana riesca, perché nel frattempo rischia di essere più credibile Grillo.

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