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Che cosa finirò per votare (post della serie: “e chi se ne frega”)

11 gennaio 2013

Mio padre, che ha votato tutta la vita – che io sappia – Pci, poi Pds e Ds, diceva sempre che “il voto è segreto”, anche perché era nato durante il fascismo ed era abituato a un genere di riservatezza che era, in fondo, difesa dal potere. E convinto, giustamente, che di solito è più importante chi sei rispetto a ciò che voti. O, se volete, che quello che voti non è tutto quello che sei.

Io considero parlare delle mie opinioni politiche ed elettorali non solo un esercizio di libertà, ma anche, visto il lavoro che faccio, una dichiarazione di onestà intellettuale. Anche dando conto delle mie contraddizioni e contorsioni. In ogni caso, resto un impenitente cacadubbi individualista.

Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio voterò, molto probabilmente, Sinistra Ecologia e Libertà.
Lo farò da ecologista democratico europeista , sciolto da appartenenze e dalla necessità di difendere posti o aziende, perché, dopo averci lungamente pensato, quella a Sel è la preferenza che riesco a esprimere con un numero minore di “nonostante”.
Non si tratta di un voto meglio, ma meno peggio, insomma.

Voterò Sel nonostante:

– mi consideri di sinestra e non di sinistra (per il mio amico Checchino Antonini manco Sel è di sinistra, se è per questo…);

– non sopporti i partiti con il nome dei loro leader nel simbolo (e non abbia una grande opinione di Vendola: se avessi votato alle primarie del centrosinistra, avrei scelto Matteo Renzi, per dire; e anche questa è una mia contraddizione);

– non abbia apprezzato come Vendola abbia gestito la questione dell’Ilva da presidente della Puglia;

– sia contrario ai referendum sul lavoro;

– l’ecologia, dentro Sel, rischi di essere un vaso di coccio schiacciato tra sinistra (molta e vecchia) e libertà;

– tra i candidati di Sel ci sia molto ceto politico di piccolo cabotaggio;

Questi invece sono i motivi positivi:

– Sel è l’unica formazione politica in cui, pur con tutti i limiti che ho detto (e che sono tanti), l’ecologia sia presente almeno nel nome;

– Su una serie di questioni, a partire appunto dalla riconversone ecologica dell’economia arrivando alla riduzione delle spese militari, mi sento più vicino a (o meno lontano da) Sel;

– Voglio votare per una coalizione che governi, non per fare preventivamente l’opposizione o la testimonianza (pur pensando che bisogna costruire, se ancora c’è un briciolo di possibilità, e probabilmente non c’è più, un’organizzazione politica ecologista autonoma);

– Una coalizione di centrosinistra è l’unica chance che abbiamo di difendere, riorganizzandolo, il welfare, che è un bene prezioso;

– Sono contrario a governi con gli ex alleati di Silvio Berlusconi;

– Un maggior peso di Sel può dare maggior forza e coraggio dentro al Pd alle aree che su alcune questioni, dai diritti civili all’ambientalismo, sono più sensibili, e anche a quei pezzi di liste (come il M5S o gli arancioni) che possono contribuire a dare una svolta all’Italia.

 

 

 

 

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