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Conviene a tutti (se il governo si dimette e si vota presto)

6 dicembre 2012

Conviene a Silvio Berlusconi: mantiene, grazie all’attuale legge elettorale (il Porcellum), il controllo sui candidati. Può anche tentare di recuperare il rapporto con la Lega Nord e altri ex alleati per andare al voto.

Conviene al Pd: vince le elezioni senza il bisogno di alleanze col centro, Pier Luigi Bersani va a fare il premier.
Ma prima di questo, il presidente Giorgio Napolitano si dimette, per far sì che sia il prossimo capo dello Stato a nominare il nuovo premier.  E il nuovo presidente può diventare Mario Monti, rassicurando subito subito i famosi mercati (o mal che vada, Monti va a fare il ministro dell’Economia).

Conviene a Beppe Grillo: prima si vota prima evita di affrontare il trend negativo dei sondaggi.

Conviene ai vari gruppi a sinistra del Pd e di Sel: col Porcellum vince il Pd, lo dicono tutti, quindi una parte di elettorato potrebbe essere tentata da votare la Lista Arcobaleno o quel che sarà, per esprimere un voto di protesta e insieme cercare di influenzare il prossimo governo di centrosinistra.

Conviene ai centristi, anche, in fondo: dato che quando ci sono troppi galli a cantare nel pollaio non sorge mai il sole, l’accelerazione può costringere i vari boss senza truppe del centro a unire le forze (attorno all’Udc, che è un partito strutturato).

Conviene agli elettori: si va a votare con l’election day e si risparmiano un po’ di soldi (magari risale lo spread, e dunque gli interessi che paga lo Stato, ma tanto risalirebbe comunque in campagna elettorale).

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3 commenti leave one →
  1. Corrado permalink
    7 dicembre 2012 02:00

    L’ultima frase – che mi sembra uno dei pilastri della tua tesi per cui votare subito conviene a tutti – è tutta da dimostrare, secondo me.

    • Massimiliano Di Giorgio permalink*
      7 dicembre 2012 07:31

      Il semplice fatto che ieri lo spread si sia mosso di 30 punti (sulla notizia dell’uscita dall’aula al Senato del Pdl) che significa? Che appena c’e’ il rischio di voto c’e’ agitazione. E’ il timore che non passi la legge di stabilit? Il pdl ha riconfermato che la vota. Che torni Berlusconi? Allora sarebbe irrazionale, visti i sondaggi. Che non ci sia pi Monti? Come premier no, soprattutto se resta il Porcellum e vince il Pd. Ecco perch penso che ci sarebbe agitazione con le elezioni, comunque, a prescindere. Magari mi sbaglio, per, su questo.

    • Massimiliano Di Giorgio permalink*
      7 dicembre 2012 10:34

      Un’aggiunta, sullo spread: e’ meglio passare mesi cosi’, con fibrillazioni quotidiane, o votare il prima possibile (che vuol dire comunque entro fine febbraio, poi?)

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