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Bersani-Renzi: e se scattasse il ticket “ma anche”?

29 novembre 2012

La campagna per le primarie non è finita e probabilmente in questi ultimi tre giorni ci saranno ancora varie scintille, tipo quelle sull’annuncio a pagamento comparso sul “Corriere” e sulla “Stampa” per iscriversi e votare al ballottaggio.
Come è giusto che sia in quessti casi, negli opposti schieramenti prevalgono i toni più accessi e volano parole grosse. Ma non è niente di irreparabile direi. E’ solo politica. Basta poi informare in tempo i supporter che la situazione è cambiata e che bisogna cambiare registro.

Quello che sto per scrivere è basato soltanto su poche voci (rumours), impressioni mie e valutazioni con qualche collega.

Dopo il dibattito di ieri in particolare, non sarebbe strano se Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi facessero un bel Pacs elettorale, quello che gli americani chiamano ticket.

Nessuno ve lo dirà mai ora e non è detto che accada veramente: dipende da come finirà il voto di domenica (che percentuali, intendo: mi pare  plausibile che Bersani esca vincitore, oltre al vantaggio di 250.000 in più al primo turno voti ha anche il sostegno di Nichi Vendola e, vabbe’…, di Bruno Tabacci) e dalle possibili novità sul sistema elettorale.
Oltre che, ovviamente, dalla capacità di entrambi e di chi li consiglia di riuscire a stipulare un accordo che vada bene a entrambi. E che non credi confusione nell’elettorato.

Sarebbe un ticket “ma anche”: che dà sicurezza (ieri Bersani sembrava minimalista e tranquillizante come un vecchio Dc) e che insieme scommette sul futuro (con Renzi che parla di coraggio di rischiare), un po’ socialdemocratico tedesco e un po’ New Labour, stabilizzante ma anche no.

Il motivo del ticket? Insieme, Bersani e Renzi, possono “acchiappare” aree diverse e più voti, cosa di cui il Pd in questo momento ha un bisogno matto. I sondaggi dicono che sta il partito andando bene, che con le primarie crescono i consensi, ma c’è comunque, in quei sondaggi, un numero di astenuti e incerti sempre altissimo.
Se Bersani non vuole che a governare siano altri, ha bisogno di Renzi. Perché Renzi è capace di prendere consensi altrove, non solo nel centro-centrodestra, ma anche tra una parte di chi voterebbe, per esempio, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.
Ma un accordo del genere converrebbe pure a Renzi, perché le occasioni di prendono quando ci sono. Altrimenti correrebbe il rischio di finire come Vendola, uno che un anno fa doveva fare il leader del centrosinistra (a stare ai sondaggi) e ora usa il profumo di sinistra di Bersani. O di diventare una meteora. O un meteorino, come direbbero i suoi acerrimi nemici.

Tutto questo può ovviamente innescare conseguenze imprevedibili e non magari disastrose. Bersani e Renzi potrebbero scazzare sul breve-medio periodo, i vendoliani potrebbero non gradire (peraltro ieri sera Bersani ci ha dato una notizia: ha detto che Sel ormai è arruolata nel socialismo europeo…) etc etc.
Ma potrebbe anche funzionare, a prescindere dalla legge elettorale. E non mi sorprenderei che anche con questo ticket ci ritrovassimo Casini con Vendola, e magari anche con Monti.

 

 

 

 

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