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Grillo e la rivincita dei nerd

9 novembre 2012

Conosco, di persona, un certo numero di sostenitori di Beppe Grillo: gente che voterà per il Movimento 5 Stelle , o che dice che lo farà e  altri – pochini, confesso –  che sono attivisti.
Quello che sto per dire ovviamente non ha valenza di indagine statistica ma piuttosto di una sensazione, anche tenendo conto delle dichiarazioni di  diversi eletti M5S.

Quella di Grillo è non solo una vittoria elettorale comunque vada, ma anche una rivincita dei nerd, per usare una semplificazione. Uso qui nerd come sinonimo di bravissima persona (parliamo soprattutto di uomini, ma non solo) ma rigida – quasi psicorigida –  convinta che essere flessibile sia un segno di cedevolezza, precisina nel lavoro e in altri aspetti, fondamentalmente un po’ di coccio.

Non dirò, perché non lo penso, che preferisco agli onestissimi nerd i flessibili scaltri (che spesso sono almeno più simpatici, ma questo qualcuno lo troverebbe offensivo), però nel corso degli anni sono arrivato alla conclusione che comunque la politica è mediazione (e anche arte del possibile), e che senza mediazione non si va da nessuna parte.
Il che non toglie che conservi gran parte delle mie idee radicali (e democratiche) sui diritti civili, sociali, economici, politici e – last but not least, anzi – ambientali delle persone.

E penso, ancora, che politica non sia di per sé sinonimo di malaffare, che i partiti (cioè le organizzazioni politiche) servano, che non siano tutti uguali. Penso anche preferisco i partiti collettivi a quelli con il nome del leader nel simbolo. E anche che l’organizzazione della Repubblica Italiana, con tutti i limiti, in fondo sia più democratica di quella dei singoli partiti.

Penso anche che non basti l’idea di fare referendum, per così dire.
La Svizzera fa un sacco di referendum. Ma non sono sicuro che mi piacerebbe, come modello di paese reale.

Penso, infine, che forse ai rigidini del M5S può far bene ritrovarsi in Parlamento con i riti formali della democrazia (due palle, ma Dio ce li conservi), magari si abituano un po’ al fatto che non ci sono solo i buoni di là e i cattivi di qua, e che possono imparare qualcosa pure  loro. Per esempio, a rilassarsi.

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