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Quello che rappresenta Matteo Renzi

13 settembre 2012

Dopo averne scritto ieri in un parzialissimo profilo, vorrei tornare su Matteo Renzi, che oggi presenterà la propria candidatura alle primarie del centrosinistra.
Non per esprimere un giudizio politico, anche perché interessa poco. Non ho neanche particolari simpatie o antipatie per Renzi, e comunque non credo che andrò a votare per le primarie del Pd.
Ammesso che si tengano, peraltro, le primarie, perché molto dipenderà dalla riforma elettorale. E’ lecito comunque ipotizzare che in quel caso  Renzi, e non solo lui, proverà a portare la sfida a Pier Luigi Bersani e agli altri senior del Pd a un congresso anticipato.

Chi critica la candidatura di Renzi, dice, per semplificare, che non si può ridurre la sfida politica a una questione anagrafica, bisogna capire qual è il programma.
E’ giusto, ma in questo modo si sottovaluta la questione dello scontro generazionale, che invece è molto, molto importante in un paese gerontocratico come l’Italia, dove i vecchi sono storicamente e saldamente al potere, dove quasi non esiste ricambio; dove chi perde non va mai a casa o a fare un altro lavoro, ma occupa solo un’altra casella di potere; dove la disoccupazione giovanile ha percentuali drammatiche e il rischio di restare senza pensione piuttosto consistente; dove, troppo spesso, si avanza per nepotismo e cooptazione.

Solo per avere un’idea di come ci percepiscono gli altri. Se non avete letto i libri della serie Twilight, non sapete che l’Italia vi compare come luogo in cui risiedono (a Volterra) i “Volturi, un gruppo di antichissimi vampiri la cui esistenza rappresenta l’ordine e la legge, e il cui scopo primario è quello di mantenere segreta l’esistenza del loro mondo”. Cito dal Wikipedia, per far prima.
Il senso è chiaro: un vecchio paese di vecchi vampiri, dal look giovanile, che detengono strettamente il potere (e vogliono ammazzare i giovani).

Per la prima volta, nel centrosinistra, c’è una sfida vera (dove cioè il contendente ha chance di successo) tra esponenti politici di generazioni diverse, con un candidato, Renzi, nato a metà degli anni 70. E non negli anni 40, come è accaduto quando ci è andata bene quando abbiamo avuto premier giovani.

Questo, nel bene e/o nel male, rappresenta Renzi, che pure ha 37 anni, un’età cioè in cui normalmente si sarebbe considerati maturi, non giovani. Ma siccome tutto è relativo, Renzi, che pure ha una storia politica alle spalle cominciata 20 anni fa ( fare politica da adolescenti fa più bene del nuoto, lasciatemelo dire) rappresenta in questo momento storico, l’alternativa generazionale.
E Renzi ha scelto, pur dopo aver beneficiato anche lui della cooptazione e dei meccanismi di potere tipici di questo paese decrepito, sede del Vaticano , di andare allo scontro.

Uno scontro generazionale, in Italia, non si registra da decenni. Quello del 1968 è finito con l’ingresso, almeno in parte, dei rivoltosi nella stanza dei bottoni, a spartirsi il potere coi vecchi. Quello del 1977 è finito nella droga e nell’effimero. Questo magari finirà a tarallucci e vino.

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2 commenti leave one →
  1. 13 settembre 2012 13:17

    D’accordo: la questione generazionale esiste. Ma non spiega come si intenda rispettare il Fiscal Compact; se e come si intenda fare politica industriale; se e in che misura Stato e chiese – su ricerca scientifica e diritti civili, ad esempio – saranno più o meno separati del presente; se la politica estera del centrosinistra sarà la stessa che fu di D’Alemullah; se, visto che è l’unico argomento di cui Renzi parla, si pensi a legislazioni di qualche tipo per favorire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro o delle professioni e in che modo si intenda smuovere l’economia del Paese per aumentare concorrenza e partecipazione allo sviluppo, al profitto, alla crescita economica complessiva.
    Non che debba rispondere solo Renzi. Nessun partito o capopopolo dice alcunché. Solo i soliti richiami identitari – da destra a sinistra passando per il centro – che, nel caso del piddì, non potrebbero interessarmi meno.

    • Massimiliano Di Giorgio permalink*
      13 settembre 2012 13:19

      Se non mi hanno detto una calla, da oggi il programma di Renzi dovrebbe essere sul sito, in versione sintetica, insieme al discorso

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