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Quelli che Monti è illegittimo e l’Unto del Signore

23 marzo 2012

C’è una singolare corrispondenza di politici sensi tra un pezzo di centrodestra e un pezzo di sinistra, e anche i verdi, secondo cui il governo Monti sarebbe illegittimo e non potrebbe parlare di riforma del lavoro o altre cose perché non ha mandato popolare.

Intanto, osservo che alcuni alternano questo genere di critiche alle richieste a Monti di fare questo o quell’altro,: ne concludo che il premier è illegittimo a giorni dispari, o solo quando fa qualcosa che non piace.

Ma, prima di tutto, qualcuno degli “illegittimisti” se l’è letta, la Costituzione? Che non è cambiata come voleva la P2, e prevede ancora che “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”.

Certo, poi “il Governo deve avere la fiducia delle due Camere”, ed è quello che è accaduto con questo governo. Non è stato un golpe, manco strisciante.

Si può anche parlare di scarto tra Costituzione formale e materiale, e ritenere che nella Seconda Repubblica i cittadini votino direttamente per il premier e il programma. E’ quello che sostiene il centrodestra. Ma è proprio quello che quei pezzi di sinistra, e i verdi, contestano (e per decenza manco discuto con quelli che se la pigliano col governo dei “banchieri massoni”: ci manca “giudei e plutocrati” e il quadro è completo, per capire chi siano).

Il presidente del Consiglio non viene eletto, viene indicato, e solo secondo questa legge elettorale (cioè il Porcellum). Non c’è nessun mandato elettorale stringente e preciso nelle coalizioni che si presentano alle elezioni. Ognuno dice quello che vorrebbe fare, poi però non c’è scritto da nessuna parte che se non lo fa o se fa cose diverse va a casa. Lo decidono gli elettori. Come lo decidevano prima del 1994, quando c’era il proporzionale e il premier (che in realtà non sarebbe manco tale) si decideva in Parlamento.

Queste cose andrebbero ricordate, perché sono importanti, perché se si invoca il primato della legge non si può poi parlare a sproposito quando la legge c’è.

Altrimenti si fa da contrappeso a quel tale che parlava del presidente del Consiglio come unto del Signore, ché ancora stiamo ridendo.

Il che non significa poi che uno possa dire che il governo non gli piace e che preferirebbe che ci fossero le elezioni e non le grandi ammucchiate. Posizione legittima, anzi legittimissima.

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