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Il giardino d’amianto

6 marzo 2012

No, non è il titolo di un nuovo romanzo di Ian McEwan ma la didascalia della ipotetica foto del giardino della scuola d’infanzia che frequenta, dal settembre scorso, Victor, 5 anni e qualche mese.

Nel giardino della Giardinieri (non è un gioco di parole, si chiama così perché in origine lì vicino c’era la scuola per i giardinieri del Comune di Roma) ci sono frammenti sparsi di eternit, cioè un cemento-amianto molto in voga nei passati decenni. Finché, scoperto peraltro da tempo che l’amianto era cancerogeno, non cominciò la decoibentazione, la rimozione dell’eternit dovunque fosse installato (in migliaia e migliaia di edifici, cioè).

Tredici anni fa, dalla scuola di Victor fu rimosso il tetto in Eternit. Sembrava che fosse tutto finito lì, e anche un controllo fatto nel giugno 2011 confermò che nell’edificio non c’era amianto. C’era invece in giardino, come ha dimostrato il ritrovamento accidentale di frammenti in giardino da parte di una maestra. E poi di numerosi altri pezzi sparsi fuori e dentro la recinzione. In pratica, in questi anni (da quanti anni?) i bambini hanno giocato in una discarica di eternit.

E pensare che è stato proprio il giardino, un bel giardino con tanti giochi all’interno di un parco (dove c’è anche la scuola elementare) a farci scegliere questa scuola, dopo aver cambiato casa. Nella sua vecchia scuola d’infanzia Vic non usciva quasi mai in cortile, per l’impuntatura di una direttrice della confinante elementare (e media) che non voleva che i piccoli scorazzassero intorno.

Ora, il regalo avvelenato di una scuola di cui siamo subito diventati fieri. Da cui Vic tornava spesso sporco di fango e terriccio, perché i bambini amano scavare e scorazzare liberi, appunto.

Ora a scavare saranno invece i tecnici di una ditta specializzata, per capire se l’amianto è anche interrato. Nelle foto che ci ha inviato un genitore, si vedono sparpagliate in giro per il giardino una serie di chiazze rosse, che rappresentano i frammenti di eternit individuati e spruzzati con un liquido speciale che li incapsula.

I bambini sono ospitati, per fortuna, nelle aule messe a disposizione dall’elementare. Sono un po’ piccole, le aule, ma meglio di niente. Ci resteranno una settimana, ufficialmente, il tempo della bonifica. Ma se la situazione resta questa, è possibile che i tempi si prolunghino un bel po’.

E ancora, una volta tolto l’eternit ci resterà da scoprire perché stava lì e chi ce lo ha messo. O lasciato.

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One Comment leave one →
  1. 6 marzo 2012 20:05

    Ma cavoli!

    Mi spiace tantissimo. Spero sistemino tutto presto e bene.

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