Skip to content

Fatto il referendum, ora c’è da fare la legge (e sono cazzi?)

13 giugno 2011

Acqua, Pd propone sua legge, ma referendari contrari

ROMA, 13 giugno (Reuters) – Dopo che i due referendum abrogativi sull’acqua hanno ottenuto oggi il quorum, con i “sì” oltre il 95%, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha annunciato un progetto del suo partito sulla gestione idrica, ma i referendari hanno già risposto che preferiscono la proposta di legge d’iniziativa che avevano depositato in Parlamento. “Siamo pronti a discutere la nostra proposta sull’acqua che non prevede la privatizzazione forzata…”, ha detto Bersani nel corso di una conferenza stampa. Ma per Luca Faenzi, portavoce del comitato, “l’unica legge da cui ripartire è quella di iniziativa popolare proposta dal forum dei movimenti per l’acqua”, come ha detto in un messaggio a Reuters, rispondendo a una domanda sulla dichiarazione di Bersani. Il Pd ha presentato nell’ottobre scorso, prima che i referendum fossero giudicati ammissibili, una proposta di legge che definisce “bene pubblico” non solo l’acqua ma anche i servizi idrici. Oltre a ribadire che “l’acqua è un bene comune dell’umanità” e che “tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal suolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa… inalienabile del demanio”, la proposta contiene la costituzione di una authority nazionale delle acque, la creazione di assemblee territoriali dei sindaci per definire obiettivi e investimenti, l’introduzione di una tariffa sociale per le famiglie meno abbienti. L’obiettivo, all’epoca, era quello di bypassare lo stesso referendum e superare il cosiddetto decreto Ronchi (diventato legge nel 2009), che però è stato abolito oggi con la consultazione, passata con un’affluenza del 57% circa degli elettori. Ma il comitato referendario “per l’acqua pubblica” non aveva gradito la proposta, spiegando che anche se migliorativa rispetto al decreto Ronchi, non avrebbe evitato la privatizzazione dei servizi. In particolare, il comitato contestava nel progetto il concetto di “remunerazione dell’attività industriale”, simile a quello oggi abolito di “remunerazione del capitale investito”. In un comunicato diffuso oggi, il comitato riconosce che “l’abrogazione del famigerato decreto Ronchi richiede una nuova normativa”, ma spiega che “dal 2007 è depositata in parlamento una legge d’iniziativa popolare, promossa dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua con oltre 400.000 firme: dev’essere immediata portata alla discussione ampia e partecipativa delle istituzioni e della società”. Nella nota, il comitato afferma anche che “l’abrogazione dei profitti dall’acqua richiede l’immediata riduzione delle tariffe pagate dai cittadini, nonché la convocazione, Ato (Ambito territoriale ottimale) per Ato, di assemblee territoriali che definiscano tempi e modi della ripubblicizzazione del servizio idrico in ogni territorio”. (Massimiliano Di Giorgio)

— Sul sito http://www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: