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Matteo Renzi: al Pd ora serve candidato sindaco d’Italia

31 maggio 2011

di Massimiliano Di Giorgio
ROMA, 31 maggio (Reuters) – Il sindaco di Firenze Matteo Renzi è convinto che la vittoria del centrosinistra ai ballottaggi sia avvenuta grazie alla forza dei candidati più che ai partiti, dice di non volersi candidare alle politiche ma chiede al suo Pd di scegliere il prossimo candidato premier con le primarie, rinunciando a rincorrere il Terzo Polo.
E nel programma di governo del centrosinistra il 36enne Renzi, noto come il “rottamatore” per i suoi giudizi caustici su molti dirigenti del Pd, vorrebbe inserire una riforma della giustizia per favorire l’economia, politiche di sostegno al reddito delle famiglie e la sostenibilità ambientale, oltre a una “cura dimagrante” della politica.
“Il Pd ha vinto elezioni non facili in città non facili, ma non le ha vinte certo su una proposta di abolizione delle primarie, di valorizzazione del Terzo Polo e di mantenimento della classe dirigente”, dice ironizzando Renzi in un’intervista telefonica con Reuters.
Il sindaco di Firenze, già presidente della provincia, eletto nel 2009 dopo aver vinto a sorpresa le primarie del Pd, è a Roma per partecipare al ricevimento al Quirinale per la festa della Repubblica.
“… Penso sia difficile sostenere che nelle città abbiano vinto arzigogolate formule di coalizione studiate a tavolino dai dirigenti romani. Hanno vinto delle storie che erano credibili, raccontate da persone che sono state giudicate più credibili di altre e sul cui successo il peso specifico dell’organizzazione del partito tradizionalmente inteso ha pesato in modo poco significativo”, dice Renzi, che viene dal Partito popolare.
“Se oggi noi pensiamo di ripartire da queste vittorie riorganizzando un partito che da Roma fa e disfà, che centra le attenzioni sulla questione delle alleanze e delle coalizioni, secondo me non facciamo un buon servizio a quel sentimento di speranza che nella nostra gente si è chiaramente sviluppato dopo le vittorie di Milano, di Napoli, di Cagliari, di Trieste, di Novara…”.
Renzi concorda sulla formula del “sindaco d’Italia”: “Mi sembra sia un elemento oggettivo che deriva dalla personalizzazione della politica”.
“I partiti di per sé, senza una storia personale forte, non vanno da nessuna parte. Trent’anni fa i partiti potevano fare e disfare e non caso era quasi più importante fare il segretario del partito che il presidente del Consiglio, oggi non è più così…”.

PRIMARIE E CURA DIMAGRANTE PER LA POLITICA
Il giovane sindaco, che usa assiduamente i social network come Twitter e Facebook per parlare delle sue idee e anche del suo mestiere, dice però che intende candidarsi a premier: “Io sto facendo un altro mestiere”.
Per Renzi “le primarie vanno fatte subito prima delle elezioni… quattro, tre mesi prima”. Ma si andrà alle elezioni anticipate? “Io credo che il centrosinistra debba chiederle con grande forza e determinazione… fermo restando che (il presidente del Consiglio Silvio) Berlusconi non farà sconti, è un combattente e cercherà di vendere cara la pelle”.
Renzi è stato ospite del premier nella sua residenza privata di Arcore nel dicembre 2010 per discutere di questioni legate all’amministrazione di Firenze, e per questo ha ricevuto critiche da dirigenti del Pd.
Il “rottamatore” insiste sulla necessità che il centrosinistra scelga il proprio candidato, più che pensare a formule di coalizione: “Non è la coalizione che è determinante, ma la grande sfida sulle primarie. La partita vera è capire chi si presenta di fronte agli italiani e con quale progetto. Dopo si discute delle alleanze”.
Ma che programma politico vorrebbe Renzi per il centrosinistra? “Io punterei.. su una grandissima cura dimagrante della politica… non credo che sia antipolitica dire: dimezziamo i parlamentari, leviamo le pensioni ai consiglieri regionali, mi sembra che sia al contrario un gesto di grande nobiltà politica”.
Accanto a questo, credo ci sia un’enorme questione legata alla sostenibilità ambientale, alle nuove tecnologie da mettere in campo sotto il profilo energetico. (…) E c’è un gap infrastrutturale tradizionale ma anche della Rete che l’Italia deve recuperare…”.
Curiosamente, parlando di necessità di crescita economica per l’Italia, come è tornato oggi a ribadire il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, Renzi punta prima di tutto sulla necessità di una riforma della giustizia.
“Per far tornare a investire in Italia il problema della giustizia è fondamentale… è una priorità, ma non può essere fatto sulla base delle vicende del ‘bunga bunga’ o del ‘processo breve’… Da sindaco le farei l’elenco delle aziende che non vengono a investire sul mio territorio perché per recuperare un decreto ingiuntivo in Italia occorre quattro volte il tempo della Francia o della Germania”.
Ma il sindaco fiorentino chiede anche una “riforma della tassazione” che incentivi le aziende che assumono a contratto a tempo indeterminato e dia “100-200 euro” alla famiglie per sostenere la domanda interna, “che in questo momento è il vero problema del Paese”.

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