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Dio (ammesso che esista) ci scampi da Asor Rosa

14 aprile 2011

I professori di letteratura italiana inm pensione che hanno un cognome che pare un gioco di parole, dovrebbero, oltre a usare i congiuntivi come si deve, anche conoscere non solo un po’ di storie, ma anche un po’ di storia.

Lo strepitoso editoriale di Alberto Asor Rosa sul manifesto – che sembra scritto solo per farlo commentare al veleno da Giuliano Ferrara e dalle varie Pravde della destra – è basato su una grossa fregnaccia.  Almeno una, diciamo, dal puntio di vista storico.

Il rivoluzionario Asor Rosa propone “una prova di forza che, con l’autorevolezza e le ragioni inconfutabili che promanano dalla difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, scenda dall’alto, instaura quello che io definirei un normale «stato d’emergenza», si avvale, più che di manifestanti generosi, dei Carabinieri e della Polizia di Stato congela le Camere, sospende tutte le immunità parlamentari, restituisce alla magistratura le sue possibilità e capacità di azione, stabilisce d’autorità nuove regole elettorali… etc etc” per liberarsi dal regime berlusconiano ed evitare rischi come “l’Italia del ’24, la Germania del febbraio ’33”.

Non so dove Asor Rosa abbia studiato  storia (probabilmente non sul dichiaratamente marxista Camera-Fabietti: che per inciso è un gran bel manuale per la storia antica ma lascia a desiderare per il resto…) , ma sia in Italia, soprattutto, che in Germania, gli interventi “dall’alto” favorirono i regimi, non il contrario. Basti pensare all’atteggiamento di Casa Savoia verso Mussolini. O alle scelte, a Berlino, del presidente Hindeburg, che nominò Hitler cancelliere.

Per restare a tempi più recenti, e non meno drammatici, l’Algeria è un altro di quegli esempi, in cui l’intervento “dall’alto” per evitare la presa del potere (in elezioni regolari) da parte dei fondamentalisti del Fis portò, dalla fine del 1991, a una guerra civile con migliaia di morti. per difendere un regime corrotto e violento, peraltro.

Probabilmente Asor Rosa pensa a una benevola dittatura del compagno Giorgio Napolitano, che immaginiamo già con l’elmetto in testa mentre dal Quirinale osserva col cannocchiale la Capitale.

In questi mesi il numero di persone impegnate in paragoni fanfaroneschi tra Silvio Berlusconi e i vari ras nordafricani è andato crescendo a dismisura, probabilmente in modo proporzionale alla frustrazione per la tenuta di una maggioranza – tenuta insieme con soldi, regalie, ricatti, etc –  che a dicembre era data per spacciata.
Era e resta una cazzata, quella di paragonare il CaiNano, come lo chiama Dagospia, a Gheddafi.  ma almeno quello scenario lasciava presagire una qualche idea di rivolta civile  (solo su facebook, probabilmente, perché poi è chiaro che teniamo tutti famiglia).
L’idea scema di Asor Rosa è invece quella che i carabinieri vadano ad arrestare Berlusconi, dopo che il presidente della Repubblica abbia dichiarato lo stato di emergenza, si immagina.

Fin qui Napolitano ha controfirmato le varie leggi e i vari decreti che Berlusconi ha sottoposto, anche quelli più contestati. In qualche raro caso ha eccepito e rimandato alle Camera, ma soprattutto ha preventivamente sconsigliato. Non si capisce dunque perché il presidente debba decidere così su due piedi che è arrivato il momento di imporre leggi di emergenza, a meno che non ritenga che Berlusconi stia attentando alla Costituzione.

Fin qui, esiste la magistratura, la Corte Costituzionale, il Csm. Esiste il Parlamento, anche, che è libero costituzionalmente di esprimere voti, anche quelli che non ci piacciono e anche se è chiaro che si fanno scambi, ricatti, etc etc. Cose che succedono anche nelle migliori democrazie e che sono successe anche negli anni passati (il governo D’Alema fu votato da una serie di voltagabbana passati dal centrodestra al centrosinistra, per dire). Anche se è chiaro che il CaiNano ha le saccocce molto ma molto profonde.

Si dirà. Ma queste sono pure formalità. La realtà è che un uomo la cui immensa fortuna economica ha origini oscure – sono 20 anni e passa che si parla di capitali mafiosi, anche se finora non è ancora uscito nulla – esercita un potere enorme e sta modificando a suo vantaggio leggi e istituzioni.

Se l’obiezione fosse giusta, però, a che servirebbe invocare un intervento “dall’alto”, che in tutti questi anno non c’è stato, sia pure con tre presidenti di centrosinistra al Quirinale?

Il “putsch democratico” di Asor Rosa è d’altra parte anche una dichiarazione di braghe calate: non riuscendo a battere Berlusconi con la politica, affidiamoci alla provvidenza (magari a un uomo della provvidenza, che arriverebbe poi dopo l’eliminazione politico-istituzionale di Berlusconi).

Se si ritiene che questa sia una emergenza democratica, la dialettica democratica prevede non soltanto di stare in Parlamento a fare l’opposizione responsabile.  Ma anche di uscire simbolicamente dalle Camere – non fu l’Aventino a portare al fascismo, era già troppo tardi… –  di uscire dai cda di certe aziende come la Rai, di fare ostruzionismo, di proclamare scioperi generali etc etc etc. Un sacco di cose. Ma, per carità, non gli interventi dall’alto, grazie.

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2 commenti leave one →
  1. 14 aprile 2011 12:14

    Evidentemente l’età del Professor Rosa ha favorito la reminiscenza storica del golpe Borghese (detto anche dei Forestali o da barzelletta) del 70, forse ha pensato di poter ripetere qualcosa di quel genere, dalla sponda opposta, mettendo insieme i pezzi sfilacciati di una sinistra allo sbando e gonfia di rancore; il Capitano La Bruna dei servizi segreti dell’epoca, svelò che l’idea era proprio quella di un Governo da “stato d’emergenza” in grado di portare l’Italia fuori dalla situazione del ‘68, favorendo correnti politiche di centrodestra della DC, perché nella realtà era la sinistra democristiana che stava avendo il sopravvento.
    Ora mi sembra di vedere dei bambini che cercano in tutti i modi di prendersi qualcosa che non gli appartiene e ogni qual volta sono lì a un passo per accaparrarsela, arriva il padrone legittimo di quella cosa e se la porta via e loro giù a piangere e a correre da mamma Napolitano, mi chiedo: …non sanno far di meglio?…perchè non fanno una proposta accettabile, che abbia un senso, invece di continuare e dirmi quello che già so: che Berlusca è una “sola” patentato!…io questo lo so ma loro che cosa hanno in mente per me, per la mia famiglia, per il futuro dei miei figli e dei miei nipoti?…e per favore non ci provate con slogan tipo “yes we can”, sono arcistufo di slogan ai quali segue il vuoto assoluto (http://www.scribd.com/nicola_peirce), Barak è stato un tale fallimento che è meglio non citare neanche quell’esperienza…non si era mai visto un premio Nobel per la Pace che ha in corso diversi conflitti armati in tutto il mondo!
    Sei bravo a scrivere complimenti, un saluto Nicola, ex sessantottino con conati di vomito davanti a questa sinistra
    P.S.: a) mentre io ero a Valle Giulia sulle barricate con capelli lunghi e Eskimo, mio nonno aveva messo a disposizione di Borghese alcune navi nel porto di Civitavecchia per trasportare i “coscritti” catturati, nel corso di quel golpe, in Sardegna, siamo stati, la mia famiglia, armatori per diversi secoli, abbiamo prestato anche le navi a Garibaldi, eravamo soci con i Florio e i Rubattino.
    b) Dio esiste ne sono certo, se vuoi in separata sede, ti spiego perché ho questa certezza!

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  1. Arrampicarsi sugli specchi (Asor Rosa 2, la vendetta) « il sub (senza muta né uniforme)

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