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Big Brother Monnezza

8 marzo 2011

ROMA, 8 marzo (Reuters) – Partirà ufficialmente il primo giugno, dopo oltre un anno di rodaggio, il nuovo sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti speciali che nelle speranze del governo dovrebbe dare un duro colpo alla cosiddetta ecomafia.
Il Sistri è stato presentato oggi dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nel corso di una conferenza stampa alla Selex SeMa, una azienda del gruppo Finmeccanica che ha avuto l’appalto diretto per la realizzazione del sistema dal precedente governo, con una procedura sottoposta a segreto di Stato e sotto la vigilanza dei carabinieri nel Nucleo operativo ecologico.
Il sistema funziona in modo apparentemente semplice. L’azienda che produce rifiuti speciali – che sono l’80% del totale dei rifiuti protetti in Italia, secondo il ministero – inserisce in rete i dati sul tipo e la quantità di rifiuti da smaltire. La società di trasporto prescelta indica i mezzi utilizzati, le generalità degli autisti e il percorso. Le aziende di stoccaggio e smaltimento infine forniscono i dati relativi alla immondizia ricevuta. Tutto le informazioni viaggiano poi su una speciale chiavetta Usb per computer e “scatole nere” Gps montate sui camion adibiti al trasporto.
Tutti le operazioni e i trasporti vengono monitorati costantemente da una “sala controllo” alla Selex – che la sede a Roma, poco fuori dal Grande Raccordo Anulare – e dai carabinieri, anche se presto i dati saranno disponibili per tutte le forze di polizia, ha detto un dirigente del ministero.
In 640 discariche sono già state installate telecamere per controllare i camion in entrata, e il ministero conta di utilizzare anche dei piccoli droni, velivoli quadrielica che possono girare video 3D, per rafforzare i controlli.
Il sistema, poi, segnala automaticamente ogni sosta particolare o deviazione dal percorso dei camion che trasportano rifiuti.
Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente sulle ecomafie, in Italia il giro d’affari legato alla gestione criminale dell’ambiente è di circa 20 miliardi di euro.
Nel 2009, dice il rapporto, sono cresciute di oltre il 33%, a 5.217, le infrazioni accertate relative allo smaltimento dei rifiuti. All’aprile 2010, poi erano 151 le inchieste in corso su traffici illeciti di rifiuti, coinvolgendo oltre 600 inchieste.

IN ATTESA DEL TAR
Il Sistri è costato alle finanze pubbliche 5 milioni di euro, ha detto Prestigiacomo, spiegando che i futuri costi saranno sostenuti però direttamente dagli utenti. I dati del ministero dicono che il Sistri coinvolge attualmente 300mila aziende che producono rifiuti e 22mila imprese di trasporti. Da giugno, però, l’iscrizione sarà obbligatoria per tutte le aziende che producono rifiuti speciali.
Secondo una fonte del settore, finora le aziende avrebbero versato circa 140 milioni di euro, ma l’informazione non è stata confermata dal ministero, secondo cui il nuovo sistema consentirà invece l’abbattimento del 70-80% dei costi normalmente sostenuti dalle aziende per lo smaltimento.
A metà maggio però si svolgerà la prima udienza davanti al Tar del Lazio per discutere il ricorso presentato da una serie di aziende che contestano l’assegnazione del Sistri alla Selex senza gara d’appalto. E dunque il Sistri, coi suoi fondi, rischia di essere bloccato ancora prima del suo avvio ufficiale.
“La procedura segreta doveva scongiurare il fatto che eventuali imprese criminali interessate potessero partecipare”, ha detto oggi il ministro, difendendo la scelta operata dal precedente governo di centrosinistra di Romano Prodi, a cui si deve il progetto.
Prestigiacomo ha reso noto che il ministero ha già trasmesso i dati secretati al Tar, e ha annunciato di aver chiesto alla presidenza del Consiglio di desecretare gli atti relativi al Sistri “per eliminare qualsiasi dubbio”.

PROBLEMI E RESISTENZE
Il ministro ha ammesso che ci sono stati problemi nei mesi trascorsi con “con la consegna delle black box e delle chiavi Usb”. “Abbiamo deciso di andare avanti e di correggere gli errori in corso d’opera”, ha detto Prestigiacomo.
Secondo i funzionari della Selex i problemi sarebbero stati superati, anche se non mancano “resistenze” da parte delle aziende, soprattutto di trasporto, a essere controllate.
Su circa 490mila chiavi Usb distribuite, solo 1.300 sono state sostituite, dice Selex, e in 72 ore dalla segnalazione del problema. I tecnici hanno anche messo a punto una modifica del software che consente di ridurre la quantità di energia elettrica che serve ad alimentare le scatole nere, e anche ad accelerare i tempi di inserimento dei dati, ha detto un funzionario della società.
Sembra però procedere a rilento l’installazione delle black box, con una media di 50-60 installazioni al giorno, nonostante i 1.600 installatori a disposizione. “I trasportatori fanno resistenza”, ha detto Prestigiacomo.
“Comprendo che non è piacevole essere sorvegliati H24 – ha detto il ministro – ma i rifiuti pericolosi, che rappresentano il 10% di quelli speciali, sono un problema di tutti”.
(Massimiliano Di Giorgio)

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