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Topi e volpi

17 maggio 2010

L’estate di quattro anni fa, per la prima volta in vita mia, ebbi a che fare coi topi. Fu un incontro casuale, perché ero in vacanza con la famiglia, ma nondimeno serio. In fondo, nulla di nuovo: stavamo rinnovando uno scontro di civiltà, quello tra umani e roditori, che va avanti da migliaia di anni.

Eravamo in vacanza nella Corsica nord-occidentale, in una casetta presa in affitto da da amici di amici, ad Algajola. Zoe aveva un anno e mezzo, Victor era ancora nella pancia della mamma. Fu una prima settimana di vacanze  assai dura, nel mio ricordo:  Zoe e i due cuginetti francesi erano esigenti e faticosi da gestire, io avevo accumulato stanchezza per mesi e non riuscivo a rilassarmi. Mi sembrava di trascorrere la giornata tra le faccende domestiche.

All’arrivo, entrando in cucina, mi accorsi delle tracce inconfondibili dei topi, con quelle loro minuscole feci (d’altronde la casa era disabitata da qualche settimana, visto che i proprietari si trasferivano d’estate in un paese non lontano a gestire un emporio, e la campagna attorno era rinsecchita per il gran caldo: una condizione perfetta per un’invasione topesca). Ma dopo aver pulito e disinfettato tutto, speravo che i roditori avrebbero desistito dal tornare, vista la rinnovata presenza umana.

Ovviamente, ero stato un fesso.
Il primo topo comparve la notte successiva, in cucina. Avevamo fatto la spesa, comprando anche un salame, che avevamo appeso da qualche parte. Quando entrai in cucina, svegliato dal rumore, il topo se ne stava il bilico sulle zampe posteriori, mordicchiando il salame. Alla mia apparizione – avevo acceso la luce – mi guardò, poi si gettò all’istante da una finestra del primo piano, e scomparve.

Telefonammo ai proprietari. E loro, tramite amici, ci inviarono una gabbia-trappola. Un vecchio arnese in parte arrugginito in cui i topi sarebbero entrati, attirati da un’esca, per poi restare bloccati all’interno. E poi? E poi gettate la gabbia in acqua!, suggerì il tipo, il topo affogherà. Voi ci avete mai provato?, chiesi. Be’, no, rispose il tizio, non sarei sicuro di averne voglia.

Neanche noi avevamo voglia di veder annegare il topo eventualmente catturato e poi di tirarne fuori il cadavere dalla gabbia. Ragion per cui, una volta catturato il primo roditore – fu più facile di quanto immaginassi – trasportammo la gabbietta sufficientemente lontano da casa e lo lasciammo libero. Lo stesso avvenne per il secondo. E anche per il terzo.

Nel frattempo, ci aveva dato una mano anche un uccello notturno, un barbagianni – che aveva fatto fuori un paio di topi, lasciandoli in ricordo, e forse a monito, sul tetto.

L’invasione finì e mi tornò anche il buonumore. Però capì perché gli esseri umani possono diventare così animosi verso i topi e in genere verso i predatori. Soprattutto se fosse questione di sopravvivenza (noi eravamo solo in vacanza, in fondo, e nessun topone del resto minacciava Zoe).

Mi è tornato in mente sabato, quando con tutta la famiglia sono andato a vedere “Fantastic Mr. Fox“, un gran bel film in stop-motion di Wes Anderson che fa tifare, ovviamente, per il predatore (selvaggio nell’anima) contro una banda di speculatori agroalimentari.

(Anche se sì, è un peccato per le povere galline sgozzate)

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8 commenti leave one →
  1. 17 maggio 2010 17:29

    Ne ho uno in cantina, ogni anno si rifugia lì per trascorrere l’inverno all’asciutto e riparato dalle intemperie. A questo giro si è mangiato tutte le noci che avevo raccolto ad ottobre. Certo, volendo avrei potuto anche toglierle di mezzo e probabilmente se ne sarebbe andato da qualche altra parte, ma ho preferito lasciargli trascorrere un inverno sereno, anche quest’anno.

  2. Francesco Acone permalink
    17 maggio 2010 22:01

    …mio zio li affogava in un secchio…in campagna non si può accettare che un topo ti rovini le sopressate e i salami appena insaccati dopo l’uccisione del maiale.
    Io da piccolo, invece, giocavo con quelli bianchi di laboratorio..e mi divertivo un mondo…prima che gli si inoculasse il batterio: erano cavie di laboratorio.
    Firmino non esiste…è una proiezione dell’uomo letterarius come Ratotouille lo è dell’uomo cinematograficus.

    p.s. le feci di topo possono trasmettere le seguenti malattie: peste, tifo, salmonella, rabbia, febbre gialla, leptospirosi..insomma c’era qualche pericolo per la piccola Zoe

  3. 18 maggio 2010 12:22

    I ratti sono il demonio e vanno combattuti con ogni mezzo: predatori volanti e a quattro zampe, trappole, veleni, fucili.

  4. Massimiliano Di Giorgio permalink*
    18 maggio 2010 14:08

    Per Francesco: non ho detto che le cacche di topo siano sane e sante, tant’è che la prima cosa che ho fatto, quando ho scoperto che succedeva, è stata quella di pulire ampiamente e a fondo… e posso anche capire l’incazzatura dei salumieri, ovviamente.
    Invece Sergio probabilmente sta avendo il suo bel da fare, coi ratti, nel wilderness. Se fosse rimasto a Prati (non nei prati) non sarebbe accaduto…

  5. 19 maggio 2010 16:29

    Eh, questo è il punto! Finché ero nella mia bella campagna sarda tuonavo contro tutti i brutali assassini di topi, perché in fondo non mi toccavano. Ora, considerando cosa penso (e ahimè cosa faccio) di tutti gli animali che mi invadono ogni angolo di casa, ogni giorno da un anno, inizio a capirli…

  6. 23 maggio 2010 17:40

    Non credo ti stupirà, ma Prati ne è piena e così ogni quartiere di ogni città. Anzi, nel wilderness non abbiamo i rattus norvegicus – i topi di fogna, grandi come gatti – ma esemplari più piccoli. La differenza è che difficilmente in città entrano nelle case.
    Qui è decisamente una battaglia. Non continua, grazie a Dio, ma è comunque una preoccupazione presente. Nondimeno, preferisco la loro economia parassitaria, e ciò che va fatto per annullarla, che condividere lo spazio costantemente con esseri umani – potenzialmente – assai più pericolosi. Qui, il primo predatore umano è a un chilometro di distanza, e va un gran bene così.

  7. 30 giugno 2010 12:09

    Non credo ti stupirà, ma Prati ne è piena e così ogni quartiere di ogni città. Anzi, nel wilderness non abbiamo i rattus norvegicus – i topi di fogna, grandi come gatti – ma esemplari più piccoli. La differenza è che difficilmente in città entrano nelle case.Qui è decisamente una battaglia. Non continua, grazie a Dio, ma è comunque una preoccupazione presente. Nondimeno, preferisco la loro economia parassitaria, e ciò che va fatto per annullarla, che condividere lo spazio costantemente con esseri umani – potenzialmente – assai più pericolosi. Qui, il primo predatore umano è a un chilometro di distanza, e va un gran bene così.
    +1

  8. 20 luglio 2010 15:28

    MASSIMILIANO,MI PIACE IL TUO BLOG VARIO!!!!
    e non l.ho ancora letto tutto naturalmente!;)))
    questo argomento mi “tocca”.scusate se son prolissa…vi racconto un pò di me sperando di non annoiarvi.
    3anni e mezzo fa per scelta,consapevole, di vita e già un pò troppo grandicelli-ora abbiamo 45 e 46 anni-“ci”(il mio compagno lavora a roma dunque arriva solo il fine sett)siamo trasferiti sulle colline (650mt)dell.appennino tosco-emiliano in mezzo al nulla…il vicino più vicino è “vicino” 500 mt giù da un dirupo;)))
    casa del 1.800 che abbiamo lasciato così “bella” rustica.
    l.idea,giusto per informazione,è di renderci il più possibile indipensenti a livello alimentare,lavorare più a casa che fuori casa…uscire da questa società che ci sta un pò,molto,stretta.
    i muri con crepe che si ripropongono ad ogni cambio di temperatura per movimenti di terreno argilloso.
    avevo un divano da una parte del locale e la tv di fronte…è da allora,credo,che mi si è sviluppato un lieve strabismo;):apparivano animali da dovunque.la casa era disabitata da 20a dagli umani,ma abitata eccome! scorpioni pericolosi data la grandezza(tentavo di aspirarli con l.aspirapolvere,ma alcuni non passavano) e qualcosa che correva sui muri in sasso ad una velocità tale da non rendersi riconoscibile.
    un giorno,avevo appoggiato su un piatto tanti pezzetti di formaggio(doveva esser la MIA cena) sul bordo del camino in prossimità della fessura che controlla l.espansione muraria quando si scalda(era spento). nel buio una cosa bianca “camminava” da sola…guardo meglio…era un pezzo del MIO formaggio tirato da un piccolo topolino di campagna,ma non entrava(il formaggio) nella fessura così ne è uscito un.altro che spingeva…carucci!!!!
    quella che correva sui muri era la mamma,un giorno mi ha guardata con curiosità dall.alto…e se c.erano 2 cuccioli sicuramente ce n.erano altri. ho passato la notte a sentir gabbie scattare e a dar da mangiare i topi a una gatta e ad una cagna che li adora(in panza)…la mamma l.ho dovuta “frefare” con la colla…uno strazio:(
    quando poi mi sono assentata per 1 sett da casa ho dato disinfestante ovunque…una casa a gas…tornata era tutto sotto controllo…
    fortunatamente non ho paura di topi e alcuni li ho provati ad allattare in seguito,ma temo di averli affogati nel latte:(((
    mi sono abituata a tutto,anche ai ragni ed alle cavallette che mi han sempre provocato un pò di isteria
    i topi(di campagna,qui topaccie non ne ho viste) non entran più o raramente e vengon beccati subito,si notano gli escrementi(nessuna malattia,basta usare guanti-tranquilli),naturalmente la dispensa è stata messa in “sicurezza”.
    ma ragazzi…è la natura!!!!la cosa più meravigliosa che ci sia,l.essenza della vita(per me)…
    si,ci sono topi serpenti cavallette ragni scorpioni vespe calabroni(si sta col cortisone pronto per michele che è allergico e si fa degli shock anafilattici)….ma c.è tanto altro…daini cervi caprioli lupi volpi cinghiali e tanti altr…ed un paradiso di vista…
    le volpi le ho avvicinate col cibo…è stata un.emozione fortissima,,,il maschio mi ha appoggiato il naso umido sulla mano,e già era tanto per me,ma poi mi ha anche preso la mano in bocca,tranquilli,per assaggiarla,non mi ha morso..le volpi son curiose;)))
    volevo avvicinare anche il lupo con una bella bistecca(che michele avrebbe voluto mangiare),ma ha troppa paura
    poi,naturalmente,ci sono i nostri compagni di viaggio(alcuni diventeranno anche cibo)galline(nati 2 pulcini..emozione!) papere(ne son nate 7 ieri…emozione!)conigli(con una moria che stressa) conigli nani(nati 4 un mesetto fa…emozione!) 4 cani 3gatti (ora ho anche la cantina invasa da altri 5 cuccioli-ne aspetto altri 2-selvatici che mi soffiano ed han certe unghie più lunghe della coda;))serviranno per i topi) 2cincillà che ci hanno dato in adozione una cavia alla quale cercheremo marito-mi pare equo;)2 oche+io che fan 3;))))
    penserete che son matta…si,si lo sono,ma son felice…la natura in tutti i suoi aspetti mi rigenera e mi infonde energia…sarà perchè sono una fata dei boschi;)))))
    ciao piacere della conoscenza
    valeria

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