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La guerra e le cose che occorre sapere

13 gennaio 2009

Anche se ho chiarito subito come la penso – il che non significa che non possa avere dubbi, specie col crescente numero di morti “civili” – credo, anche perché faccio il giornalista, che l’offensiva di Israele contro Gaza vada seguita con attenzione, senza censure e cercando di scavare il più possibile. Anche se è difficile, perché sono pochissimi i reporter che possono eguire gli eventi sul posto.
Oggi Le Monde ha pubblicato un’intervista a uno di loro, Ayman Moheyeldin, 29 anni, cittadino americano, reporter di Al Jazeera International.
Ieri, invece, il quotidiano francese ha parlato del possibile utilizzo di nuove armi (non è il “vecchio” fosforo banco…) da parte dell’esercito israeliano, i cosidetti DIME – Dense Inert Metal Explosive – capaci di distruggere un corpo a due metri, di tagliare le gambe a 8 metri, secondo le testimonianze di alcuni medici di Ong.
Reuters.com offre una serie di video (tra cui questo sugli effetti dei razzi continuati a cadere su Israele). Qui invece si parla del “media blitz” di Israele, coordinato dal National Information Directorate, un organismo creato dopo la guerra con Hezbollah del 2006 per coordinare il “messaggio” israeliano (in questo caso, per motivare l’offeniva). Una propaganda che va dalle pagine dei giornali a YouTube.

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