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Se il tg fa male ai bambini

3 gennaio 2008
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Dal 10 gennaio la Rai darà il via a una campagna tv (clicca qui per il trailer) per dire in sostanza agli adulti di non lasciare i bambini da soli davanti ai tg e alle trasmissioni più “difficili”, come i programmi di approfondimento.

Che a viale Mazzini si siano accorti che i telegiornali sono tendenzialmente più pericolosi per la salute mentale dei piccoli rispetto ai film porno? Ho i miei dubbi.

Eppure, con le storie che racconta ogni giorno l’informazione c’è da chiedersi quale sia l’effetto sui bambini. Prendete la vicenda dei due fratellini scomparsi in Puglia, o della bimba siciliana. O quella di Tommy. O la strage di Erba. Raccontate con crudezza di particolari al gr delle 8 o al tg delle 19. Nella nostra mente di genitori (forse anche in quella dei non-genitori, ma non sono sicuro) si affaccia magari per un secondo un pensiero buio, l’idea che potrebbero essere i nostri figli a soffrire, o cosa faremmo se così fosse.

Ma nelle teste dei nostri bambini, cosa accade? Non lo so, con certezza. Sospetto però che quelle informazioni vengano rimuginate, anche a lungo, e siano comunque fonte di ansie. Perché si tratta sempre di storie di adulti che fanno male a bambini.

Dico questo non perché creda che l’informazione vada censurata. C’è un eccesso di sensazionalismo, ed è per me sia una scelta politico-editoriale che un problema di incultura dei giornalisti. Ma è chiaro che spetta ai genitori intervenire, prima di tutto.
E dunque, alla fine mi ritrovo spesso a spegnere la radio, o la tv, quando temo che stiano per arrivare le notizie peggiori.

Detto questo. Se i tg fanno male (o meglio: possono fare male), mi verrebbe allora di chiedere di vietarli nella fascia protetta per i minori, come si fa con la fiction, dopo anni di moralismo bigotto che ha imposto di cancellare dalla tv in chiaro contenuti interessanti o importanti per schiaffarli sulla tv satellitare (come se i bambini non potessero aver accesso al sintonizzatori).

Invece, in questo caso, ci si limita a consigliare agli adulti di stare vicini ai propri figli, in un attacco improvviso di razionalità.

Sarebbe da rallegrarsene, se non fosse quasi sospetto, da parte di gente che vorrebbe far vivere i bambini in un modo da teletubbies (non ho niente contro Po e compagni, figurarsi) interrotto solo dagli spot.

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