Skip to content

Le notizie “normali”

18 ottobre 2007

Questa sera ho avuto una breve discussione con un collega cameraman dell’Agenzia Globale Totale sulla “normalità” delle notizie sui morti in Iraq, che in quanto tali sono ormai uguali a se stesse, e quindi invisibili, un giorno dopo l’altro.
Io sostenevo, e sostengo che sia appunto “normale” che ci siano 20 morti al giorno ( o 10, o 30), e del resto viene dato alla “notizia irachena” un rilievo particolare quando le vittime non rispettano la media, e diventano 50, 100 in una giornata o, peggio ancora, in un singolo attentato (sarebbe lo stesso discorso se le vittime un giorno fossero pari a 0, ma questa evenienza mi pare non si sia ancora verificata…).
Il collega ribadiva che è “normale” per gente col pelo sullo stomaco e giornalisti cinici.
“Normale” per me non significa giusto. Significa che qui non c’è più da raccontare un Iraq giorno-per-giorno, ma quello che è l’Iraq. Ma “normale” significa anche, appunto, invisibile. Perché non sono soltanto i giornalisti e chi i giornali li dirige ad attribuire minore spazio all’ennesimo attentato in Iraq. E’ che la notizia, davvero, è sempre la stessa.
La violenza genera assuefazione, certo. Ma anche la notizia provoca questo fenomeno, e anche tra i lettori.
(Oltretutto, credo che nelle persone a un certo punto scatti una naturale autodifesa, un meccanismo di corto circuito che le protegge dal peso enorme dell’orrore, un meccanismo senza il quale non si potrebbe vivere, e che fa da contraltare all’empatia).
Se i giornali devono essere prioritariamente contenitori di notizie, insomma, questo è e questo sarà.
Potrei dire: qui è chiamata in campo la politica, noi facciamo i giornalisti, diamo le notizie. Ma il nostro lavoro comprenderebbe anche la lettura delle notizie, e la loro intepretazione, credo. A questo servono le analisi, pur con la cautela necessaria.
E c’è modo e modo anche di dare la notizia. Ingabbiare tutto in uno schema grafico è un conto, e allora è normale che tutte le notizie diventino “normali”, anzi, normalizzate. Altro è segnalare gli eventi in modo diverso. Per esempio, una sorte di “bodies count”, un conta-vittime, sotto la testata del tuo giornale magari serve a comunicare qualcosa di più.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: