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Se ai francesi piace l’uomo forte

5 ottobre 2007

L’Italia ha avuto il fascismo, ma la fascinazione vera per il Grande Capo e l’Uomo Forte direi che è più propria dei francesi. Prendete Sarkozy, e ancora prima Mitterrand, il generale De Gaulle Bonaparte, Napoleone III o, che so, Robespierre.
Avendo una compagna francese e due figli con doppia nazionalità, non sono certo un anti-gallico, anzi. Ma il caso di Sarkozy, che recluta entusiasti esperti a destra e manca, e nella fattispecie a manca, mi pare più un caso da psicologia nazionale che da manuale di politologia (pur se in Italia le petit Nicolas miete consensi anche a sinistra, ma quello è un altro dramma nazionale, nostro, dato che abbiamo l’ansia di copiare).
L’ultimo di una lunga serie di personaggi in odor di socialismo passati a fare gli esperti per il presidente della Repubblica Francese è Jean-Marie Colombani, l’ex direttore e uomo-chiave di Le Monde. Ma il pellegrinaggio è continuo, e ha toccato i vertici del Psf, come è noto. Che oggi rischia di tornare a uno stadio pre-Epinay. Cioè a prima che un altro Uomo Forte, François Mitterrand, detto poi il Faraone (non è un caso) riunisse i vari monconi socialisti e li portasse a superare il Pcf prima e al governo poi.
La psicologia di massa dei socialisti riflette per me quella dei francesi. Tutti ai piedi del nuovo Uomo Forte. Che poi è le petit Nicolas, uno così furbo da riuscire farsi passare per Uomo Nuovo, nonostante fosse il pupillo di Chirac. Uno che ha tendenze autoritarie e accentratrici (ma le aveva pure il compagno Mitterrand, uno che voleva il tappeto rosso sotto l’aereo anche quando tornava a Parigi nel mezzo della notte e che ha messo in piedi una specie di Echelon solo per difendere il segreto della figlia “illeggittima”)

Noi abbiamo avuto Mussolini, certo. Ma lì direi che ci siamo fermati lì. Craxi non è mai andato oltre il 15% dei voti, quando gli ha detto bene (si dirà che il sistema elettorale nostro è diverso, certo). Poi c’è Berlusconi, è vero. Ma pur essendo un importante fenomeno pop e politico, rivoluzionario, Berlusconi non è riuscito a conquistarsi l’altra metà del paese (come per esempio ha fatto un De Gaulle, un dittatore prima di diventare presidente, anche se su questa storia i francesi di solito glissano, come su “i fatti” di Algeria).
Ma soprattutto, noi abbiamo una incapacità intrinseca, nazionale, di prendere sul serio qualcuno e di non parlarne subito male.
Se c’è qualcuno che magari alla fine riuscirà a diventare poi Uomo Forte, tra i nostri politici, è un falso Uomo Debole. Chi? Power Veltroni. Gli dispiace troppo non essere amato da tutti.

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