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Dimissioni

30 gennaio 2005

Chiedere le dimissioni di un ministro è da tempo un automatismo politico di costo ridotto e resa ancor più minima. Lo pratica soprattutto il centrosinistra: ma anche il centrodestra, quand’era opposizione, vi ha fatto ricorso. Non funziona questo? Dimissioni. Non funziona quell’altro? Dimissioni. C’è uno scandalo lì? Dimissioni. Sempre del ministro, beninteso. Eccheppalle.
Prendete il caso Lunardi. Non è che sia un genio, e le dimissioni gli si potevano chiedere all’inizio, per la vicenda del conflitto d’interesse tra l’incarico pubblico che ricopre e gli interessi privati pericolosamente collaterali della sua società. Se però la Salerno-Reggio Calabria va in tilt, grazie anche ad Anas e prefetture, si chiedano le dimissioni dei responsabili. Chiedere quelle di Lunardi serve solo a provocare una levata di scudi a destra (che Lunardi, neanche l’ama molto).
Piuttosto, visto che neanche il centrosinistra è stato capace di fare un cazzo dal ’96 al 2001 per quella strada (e che comunque clamorosi blocchi per neve si ricordano anche sulla A1 e in tempi recenti), Prodi o chi per lui parli un po’ meno di primarie e ci rassicuri sul fatto che la Gad se ne occuperà su-bi-bi-to.
Grazie

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