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Anche stavolta tocca difendere Di Canio

24 gennaio 2005

Comica decisione del procuratore federale della Figc: deferisce Paolo Di Canide, il bomber fascistoide della Lazie, alla commissione disciplinare della Lega nazionale professionisti per il famoso saluto romano alla sua curva. Solo che non è neanche più un saluto romano: “pur prescidendendo da ogni interpretazione di carattere politico della gestualità”, il comportamento di Di Cane “contrasta comunque con i principi di lealtà, correttezza e probità”.
Insomma, se non ha alcuna intrepretazione politica, sto accidenti di saluto cos’è, e perché va punito? Avesse allargato le due mani per raffigurare l’apertura anale, avrei capito. Avesse agitato ritmicamente il pugno su e giù, pure.
Era un saluto fascista? Certo. Va punito? No. Nella misura in cui nessuno ha mai punito Fini o Alemanno o Gasparri quando lo facevano, e neanche un secolo fa.
Allora, niente prese pel culo. Lasciate abbaiare Di Cane.

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