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“E’ Natale, porcoddio”

12 dicembre 2004
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Non è una bestemmia, più un intercalare in questo caso, per un piccolo racconto natalizio di episodio vero, verissimo.

Ostia – il quartiere balneare di Roma – fine anni ’90, rosticceria sul piazzale della stazione, nota come “Da Baffo”, dai folti baffi che sfoggia il proprietario. E’ la vigilia o addirittura il giorno di Natale, di primo pomeriggio. Un senzacasa, che di tanto in tanto viene sfamato con qualche pezzo di pizza dai negozianti, sta mangiando, vicino al bancone. A un certo punto, l’uomo chiede una birra, un peroncino. Il proprietario, però, gliela rifiuta: “T’ho già dato la pizza”.
Il senzacasa insiste, ma all’ennesimo rifiuto, per sottolineare la straordinarietà della richiesta, esclama: “E’ Natale, porcoddiooooo!”.
Da allora, quella frase è un must natalizio, puntuale come l’albero, il panettone, gli auguri. Anzi, è una sorta di augurio essa stessa.

E’ Natale, porcoddio.

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